Rassegna stampa 14 Gennaio 2019

14 Gennaio 2019  |  Nessun commento  |  Scritto da: admin  |  Breaking news

Care amiche, cari amici,
riprendiamo, in occasione del nuovo anno appena iniziato, l’invio periodico della nostra rassegna stampa “Nuova Generazione Breaking News”. Fra gli spunti di riflessione e di approfondimento proposti in questo numero, il discorso del Papa al corpo diplomatico sulla situazione politica e sociale a livello mondiale e alcuni possibili scenari in vista delle Elezioni per il Parlamento Europeo del prossimo maggio. In questa newsletter non manca inoltre un focus sulla politica nazionale, con uno sguardo sulle questioni attualmente più dibattute, dal reddito di cittadinanza a “quota 100”, dagli sviluppi post-manovra economica alla realizzazione del treno ad alta velocità Torino-Lione. Buona lettura.

Silvio Magliano
Presidente dell’Associazione Nuova Generazione per il Bene Comune

Giampiero Leo
Presidente Fondatore dell’Associazione Nuova Generazione per il Bene Comune

Bruno Foresi
Vice Presidente dell’Associazione Nuova Generazione per il Bene Comune

Forniamo alcuni brevi spunti per i vari livelli politici

SITUAZIONE POLITICA INTERNAZIONALE
Segnaliamo soltanto due spunti di notevole interesse per cercare di delineare un quadro complessivo:
 1) All’inizio di ogni nuovo anno, il Papa tiene un discorso al corpo diplomatico, in cui fornisce il giudizio della Santa Sede sulla situazione politica e sociale a livello mondiale. Il 7 gennaio 2019,  Papa Francesco, seguendo il discorso pronunciato da papa Paolo VI – recentemente canonizzato – alle Nazioni Unite nel 1965, ha tracciato il quadro della attuale situazione mondiale: DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI MEMBRI DEL CORPO DIPLOMATICO ACCREDITATO PRESSO LA SANTA SEDE PER LA PRESENTAZIONE DEGLI AUGURI PER IL NUOVO ANNO.
In particolare, il Papa ha riconfermato il valore dell’affermarsi di un sistema multipolare e di organizzazioni internazionali che consentano di gestire i conflitti e le tensioni fra gli stati, contro le rinnovate pulsioni nazionalistiche:“Ritengo dunque importante che anche nel tempo presente non venga meno la volontà di un confronto sereno e costruttivo fra gli Stati, pur essendo evidente come i rapporti in seno alla comunità internazionale, e il sistema multilaterale nel suo complesso, stiano attraversando momenti di difficoltà, con il riemergere di tendenze nazionalistiche, che minano la vocazione delle Organizzazioni internazionali ad essere spazio di dialogo e di incontro per tutti i Paesi. Ciò è in parte dovuto a una certa incapacità del sistema multilaterale di offrire soluzioni efficaci a diverse situazioni da tempo irrisolte, come alcuni conflitti “congelati”, e di affrontare le sfide attuali in modo soddisfacente per tutti. In parte, è il risultato dell’evoluzione delle politiche nazionali, sempre più frequentemente determinate dalla ricerca di un consenso immediato e settario, piuttosto che dal perseguimento paziente del bene comune con risposte di lungo periodo. In parte, è pure l’esito dell’accresciuta preponderanza nelle Organizzazioni internazionali di poteri e gruppi di interesse che impongono le proprie visioni e idee, innescando nuove forme di colonizzazione ideologica, non di rado irrispettose dell’identità, della dignità e della sensibilità dei popoli. In parte, è la conseguenza della reazione in alcune aree del mondo ad una globalizzazione sviluppatasi per certi versi troppo rapidamente e disordinatamente, così che tra la globalizzazione e la localizzazione si produce una tensione. Bisogna dunque prestare attenzione alla dimensione globale senza perdere di vista ciò che è locale. Dinnanzi all’idea di una “globalizzazione sferica”, che livella le differenze e nella quale le particolarità sembrano scomparire, è facile che riemergano i nazionalismi, mentre la globalizzazione può essere anche un’opportunità nel momento in cui essa è “poliedrica”, ovvero favorisce una tensione positiva fra l’identità di ciascun popolo e Paese e la globalizzazione stessa, secondo il principio che il tutto è superiore alla parte”

2) Articolo fondamentale pubblicato dalla rivista Foreign Affairs, e segnalato da blog PiccoleNote nell’articolo: Haass: quando finisce un ordine mondiale del Dicembre 2018. Riprendiamo le sue conclusioni:“Il deterioramento di un ordine mondiale – conclude Haass – può dar vita a derive che portano a catastrofi. La prima guerra mondiale è scoppiata circa 60 anni dopo” la crisi del Concerto d’Europa avvenuta in Crimea. La situazione odierna ricorda quella della metà del diciannovesimo secolo: un mondo a rischio, ma non condannato. “L’ordine post-Guerra mondiale e post-Guerra fredda non può essere ripristinato, ma il mondo non è ancora sull’orlo di una crisi sistemica”, scrive infatti Haass. Questo è il momento “per assicurarsi” che tale nefasta prospettiva non si realizzi, sia “che si tratti di un crollo delle relazioni USA-Cina o di uno scontro con la Russia o di un conflitto di grandi proporzioni in Medio Oriente“. “La buona notizia è che la prospettiva di una catastrofe è tutt’altro che inevitabile”; la cattiva è che non è affatto certo che si possa scongiurare. Per evitare il peggio è necessaria, dunque, una qualche intesa tra Russia, Cina e Stati Uniti.

POLITICA EUROPEA
Il 2019 è l’anno del rinnovo del Parlamento Europeo, si voterà il prossimo Maggio. 
1) Le prospettive e le previsioni sono alquanto incerte: ad oggi, sembra impossibile che l’attuale maggioranza, composta dal Partito Popolare e dal Partito Socialista, sia in grado di mantenere il controllo dell’organismo europeo; d’altra parte, altrettanto difficile, e si può dire, impossibile anche che si crei una maggioranza fra le componenti antieuropee. si legga Elezioni Ue. Ecco i numeri del terremoto (politico) che uscirà dalle urne del 19 Dicembre 2018 da Formiche.I numeri fondamentali sono due, cioè 125 e 182, cioè la stima più realistica degli eletti Pse e Ppe che dovrebbero uscire dalle urne (cui aggiungere qualcosa da pescare nel basket dei seggi non determinati, ma parliamo di 3-4 unità). Ora, considerando che il prossimo Parlamento europeo avrà 705 seggi (in calo rispetto al 2014 per effetto dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue) risulta subito evidente il clamoroso effetto politico del terremoto in corso in tutta Europa: i due grandi (e storici) raggruppamenti non solo non saranno in grado di coagulare maggioranze alternative tra loro ma neppure saranno in condizione di fare da soli alleandosi.  Portando in aula circa 300 eletti (contro i 400 attuali) socialisti e popolari saranno costretti a cambiare strategia, cercando di formare una maggioranza del tutto inedita per gli equilibri di Bruxelles.

2) Come si stanno muovendo i “sovranisti”, ovvero i nazionalisti ed, in particolare, The Movement, la piattaforma di Steve Bannon viene spiegato bene in questa intervista a Mischaël Modrikamen, fondatore e leader del Partito del popolo belga: The Movement, parla il fondatore: così assalteremo la roccaforte Ue da Formiche dell’11 gennaio 2019.

Tendenzialmente il nostro obiettivo è ottenere un quarto dei seggi, se riuscissimo a strapparne un terzo compiremmo un’impresa. Eleggere eurodeputati però è solo uno dei tanti modi per avere influenza in Europa. Il Consiglio dei ministri Ue conta almeno altrettanto. Lì Salvini e i leghisti, i sovranisti ungheresi, cechi, polacchi, danesi possono fare la differenza. Per i populisti ci sono due vie. La prima è la via austriaca, ovvero un’alleanza con il centrodestra o il centrosinistra. La seconda consiste in un accordo fra populisti di sinistra e di destra. L’Italia è stato il primo Paese europeo a sperimentarla con il contratto fra Cinque Stelle e Lega. È un esperimento notevole, che a mio parere si sta reggendo molto sull’amicizia personale fra Salvini e Di Maio. Steve ne è rimasto affascinato.

POLITICA NAZIONALE
La recente manovra di bilancio del governo Lega-M5S è caratterizzata da due “bandiere” dei partiti che la compongono: il reddito di cittadinanza e la cosiddetta quota 100, per la pensione. Visto che dalla prima proposta alla legge finale votata in parlamento alla fine di dicembre molte cose sono cambiate, ci sembra necessario avere almeno un quadro chiaro di cosa realmente si tratta. 

1) reddito di cittadinanzauna serie di articoli del Sole24Ore che dettagliano questa proposta.

2) pensioni “quota 100”:  tutto ciò che serve sapere in 10 domande e 10 risposte dal Sole24ore, per capire di cosa si tratta, e poi una serie di articoli, sempre dallo stesso giornale, che dettagliano questa proposta.

Invece, rispetto a questa manovra di bilancio, di cosa ci sarebbe bisogno? Per adesso, riportiamo almeno un giudizio di Giorgio VittadiniCambiare sì, ma all’italiana dal Sussidiario. 

Segnaliamo un punto particolarmente critico e negativo della manovra: l’aumento dell’IRES per il terzo settore dal 12 al 24%; successivamente, il governo ha fatto marcia indietro. A noi sembra che l’approccio fortemente statalista di entrambi i partiti di governo sia la radice di questo “tentativo” che poi – pare – verrà ritirato per le proteste larghissime e diffuse: Abbiamo trovato la soluzione da Vita.

SULLA STAMPA ITALIANA
Interessante indagine di Mario Gervasoni, per il sito web LIST di Mario Sechi  e ripubblicato su Dagospia, in cui viene svolta un’ampia analisi della situazione della stampa italiana: L’indagine di Gervasoni e la sua crisi di credibilità e conseguentemente di vendite.

POLITICA LOCALEIl nuovo anno – a livello locale – si è aperto con lo stesso tema con cui si era chiuso: la mobilitazione delle associazioni di impresa, sindacali e datoriali del Piemonte per la realizzazione della TAV. Dal punto di vista strettamente politico/partitico, soltanto il M5S, insieme a frange di estrema sinistra, continua ad essere contrario. Ormai ne ha fatto una “bandiera” della propria alterità “rivoluzionaria” dopo avere dovuto “accettare” la TAP in Puglia: un resoconto su  Sì il futuro è qui da LoSpiffero Il trucco di Toninelli e degli esperti (di parte) per imbrogliare le carte da IlSussidiario.


RASSEGNA STAMPA CHIUSA IL GIORNO 13/01/2019 ore 23:42


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